finanza

Sulla situazione economica del Comune è bene ribadire che è per noi errato affermare: “non ci sono soldi in Comune”. Questa frase si sente spesso nel dialogo coi cittadini. Non è così. Un Comune che ha un bilancio di 5.536.378,20 €, a pareggio, è un comune che ha una buona possibilità di spesa. Quindi i soldi ci sono!

Tuttavia problemi ci sono anch’essi, e sono essenzialmente due: uno è quello che hanno tutti i Comuni, vale a dire la politica dei governi succedutisi dal 2009 ad oggi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi). Una politica che ha tolto man mano risorse economiche ai comuni, fino a raggiungere la cifra, per Carimate, di 500mila€! L’altro problema è tutto nostro, vale a dire il peso notevole del nostro debito, accumulatosi negli anni: nel 2009 esso ha raggiunto la cifra massima di 9,5 milioni di €, sommando i 72 mutui contratti nel corso del tempo. Dal 2010 Carimate non ha più contratto mutui, per evitare di pesare ancor di più sulla spesa corrente. Nel frattempo il debito ad oggi è sceso fino 6,1milioni.

Questo debito ci costa annualmente 600mila€ come restituzione di quota capitale e interessi, il che è un grosso onere sulla parte corrente del bilancio. Se pensiamo che le uscite totali di spesa corrente sono 3,6milioni di euro, il peso della restituzione del debito, rappresenta quasi il 20% di tutta la nostra spesa corrente. Nei comuni di Novedrate e Figino Serenza, la percentuale è inferiore al 10%. Questo rapporto restringe e di molto la nostra possibilità di soddisfare come spesa corrente le esigenze delle scuole, dei servizi sociali, della cultura, delle manutenzioni ordinarie.

Le scelte che come Amministrazione dobbiamo fare riguardano la necessità di individuare delle priorità di spesa, alla luce del fatto che per fare tutto quello che necessiterebbe, di soldi ce ne vorrebbero di più. Per garantirci più soldi spendibili, stiamo facendo investimenti per ridurre il peso sul bilancio delle bollette, riducendo così la spesa corrente. In particolare nell’illuminazione pubblica, sulle caldaie delle scuole e sull’impianto dell’acquedotto.

La situazione di quest’anno è la seguente. Le norme che il governo emana tolgono il respiro ai comuni. Essi hanno sempre meno autonomia. Il governo ci dice cosa fare e come fare. Ci inonda di norme, ci richiede dati su dati, ci sta “burocratizzando”, ancor più di quanto già non lo siamo; sta creando una notevole fibrillazione negli uffici economici dei Comuni. Comuni che, sul debito pubblico nazionale composto da 2428 miliardi di euro, sono responsabili e titolari solo del 7% di esso! Nonostante ciò, il governo ci toglie ulteriori soldi. Quest’anno, infatti, il governo si è trattenuto 87.514,00 euro. Per completare l’informazione sul bilancio 2016, va detto che avremo ulteriori minori entrate da accertamenti su tributi non pagati per 149.486.00 euro e un aggravio di spese correnti di 94.515,67 euro per collocazione obbligatoria di minori presso strutture protette. Abbiamo, per legge, ridotto la Tassa Rifiuti (TARI) di 20.000,00 euro. La somma di tutte queste cifre dice che quest’anno avremo una mancata quota di parte corrente del bilancio per un totale di 351.515,26 euro. La copertura è assicurata da entrate da oneri (277mila €) e da riduzione di altre spese correnti.

Per guarire da questa squilibrata situazione di bilancio occorre una nuovo politica dello Stato nei confronti dei Comuni, lasciando loro l’autonomia e quindi la responsabilità della gestione dei soldi che i cittadini versano nelle casse comunali. Il Governo deve smettere di dire ai comuni cosa devono fare, come lo devono fare e quando lo devono fare. E’ ora che i comuni siano autonomi nel loro agire e i loro amministratori assumano in proprio le responsabilità di quello che fanno e che possano disporre di tutte le tasse locali che i cittadini versano loro. E’ ora che il governo la smetta di appropriarsi di soldi degli enti locali; è ora che il governo e lo stato centrale riducano le loro spese e che operino con serietà senza vessare gli enti locali e particolarmente i piccoli comuni. Il Governo ha deciso nel 2015 di eliminare una tassa comunale: la TASI (per Carimate erano 410mila euro). Il Governo si permette di prendersi l’IMU che i proprietari dei capannoni pagano ogni anno (per Carimate sono 418mila euro). Se un comune decidesse di chiudere un mutuo, pagando l’intero restante, lo Stato imporrebbe ai comuni una specie di penale. Perché ciò accade in un rapporto tra Enti pubblici, visto che la stragrande maggioranza dei mutui comunali sono contratti con la Cassa Depositi e Prestiti. (l’anno scorso abbiamo chiuso un mutuo di 119mila euro e il costo di questa operazione, per il comune, è stato di 5mila euro!). Lo Stato in questi ultimi 5 anni si è fatto bello verso i cittadini eliminando la TASI, distribuendo 80 euro al mese ai lavoratori a basso reddito, e riducendo i trasferimenti agli enti locali, i quali, spesso, hanno dovuto alzare le tasse locali per continuare a gestire i servizi. E’ d’obbligo un profondo cambiamento, per il governo che verrà. Occorre maggiore serietà e minore furbizia.